Presentazione del Cerchio degli Uomini di Milano

Siamo un gruppo di uomini di Milano e zone vicine che si sta incontrando, due volte al mese, dando vita ad una esperienza in cui ci si confronta su tematiche di interesse comune, che hanno un senso e una importanza personale per ciascuno di noi. Esperienze non necessariamente collegate ad un ambito specificamente maschile, ma che, per le più diverse ragioni, risultano meglio condivisibili in un tale tipo di contesto. Inoltre, una delle caratteristiche del cerchio di Milano è quella di essere essenzialmente un gruppo di condivisione, rispetto a realtà presenti in altre città che, accanto al lavoro di “piccolo gruppo”, svolgono iniziative nel sociale, sul piano formativo, educativo e, più in generale, culturale. Un tale genere di impegno non rientra, per così dire, nelle linee programmatiche del cerchio di Milano; un’opzione in tale senso può essere compiuta sul piano delle scelte individuali dei partecipanti ma non del gruppo in quanto tale.

L’esperienza in corso non nasce dal nulla: qualcuno di noi proviene delle iniziative del “Cerchio degli uomini” di Torino, e, per molti, da un’esperienza precedente sorta a Milano. Uno degli obiettivi comuni è quello di poter condividere con altri situazioni, tematiche, esperienze del proprio vissuto, avvertite come centrali, ma a cui è spesso difficile dar voce, persino nei rapporti di affetto e di amicizia. Gli incontri – della durata di due ore circa ciascuno – avvengono a casa di uno dei partecipanti.

Gli incontri si sviluppano su un piano paritario e orizzontale; non vi è pertanto un responsabile che organizza e conduce l’incontro, decidendo tempi e tematiche: più semplicemente, all’inizio di ogni incontro, si sorteggia colui che sarà il facilitatore in quella giornata. Ciascun appuntamento inizia con un breve momento di rilassamento, seguito dal racconto, fatto da ciascun partecipante, su quanto è accaduto di significativo nei quindici giorni trascorsi dall’ultima volta in cui ci si è visti. Dopo di che si entra nel vivo dell’incontro, affrontando il tema concordato la volta precedente. Al termine, ogni partecipante condivide con gli altri il vissuto emerso dall’incontro. Per finire, viene concordato collegialmente l’argomento su cui verterà l’appuntamento successivo; la scelta collettiva del tema serve affinché tutti si sentano coinvolti in prima persona. L’attività si svolge quasi esclusivamente sul piano verbale, ma non sono esclusi momenti di movimento e attività corporea.

Le poche, spicciole regole che vengono applicate hanno lo scopo prioritario di creare un contesto il più possibile accogliente e facilitante. La cadenza – come detto – è quindicinale, ma la frequenza non è rigida, né tanto meno obbligatoria. Anche la partecipazione è totalmente libera, non forzata in alcun modo. E’ però richiesto un atteggiamento non giudicante nei confronti degli altri, in modo da consentire la libera espressione di ciascuno; infatti un’attenzione non formale nei confronti dell’altro è parte integrante del piacere di questa esperienza. Inoltre, affinché gli incontri risultino più efficaci e toccanti, si è invitati a un coinvolgimento non tanto di tipo intellettuale o razionale, astratto e generale, ma incentrato sul proprio vissuto diretto, privilegiando il piano delle emozioni e delle sensazioni per favorire appunto il massimo della spontaneità e il minimo dell’auto-censura. Ultima ma non ultima fra le regole, è il rigoroso rispetto della riservatezza rispetto a quanto viene detto o accade nel gruppo.

Contatti: [email protected]

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Una risposta

  1. Lorenzo Enotti ha detto:

    Che bello, mi fà piacere che ci siano uomini che parlino di emozioni con altri uomini.
    Mi farebbe piacere potervi incontrare; brevemente vi spiego chi sono: nel 1986 dopo la mia separazione ho avuto in affido i due figli maschi di 5 e 7 anni. Dopo qualche anno ho ricomposto una famiglia con una donna (tuttora mia moglie) con una una figlia. Quindi trovandoci a gestire non con poche fatiche, tutte le situazioni di una famiglia ricomposta. La fatica maggiore è stata quella emotiva, abbiamo LAVORATO molto. Ora i nostri figli sono genitori e come al solito noi guardiamo sempre il lato emotivo dei nostri rapporti non solo da genitori ma anche da nonni. Per questo mi farebbe piacere continuare la mia esperienza condividendo con altri maschi un percorso per me essenziale. Grazie Lorenzo

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