Il progetto “Scrivere oltre il Silenzio”

Scrivere oltre il silenzio

Promuovere le competenze autobiografiche per aiutare le donne che hanno subito violenza

 

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Riferimenti per il progetto

Sito web:  http://writingbeyond.eu
email:  [email protected]

L’Associazione Maschile Plurale partecipa al progetto “Scrivere oltre il Silenzio” come Associate Partner, con il compito di diffondere le informazioni circa l’iniziativa e di promuovere il coinvolgimento degli uomini nelle azioni di contrasto alla violenza maschile contro le donne. Di seguito una descrizione del progetto, che durerà dal 2013 al 2014.

 

Il progetto Scrivere oltre il Silenzio

Il progetto Scrivere oltre il silenzio . Promuovere le competenze autobiografiche (Writing beyond the Silence – Promoting Autobiographical Competence to help survivors of gender violence / DAPHNE No: JUST/2012/DAP/AG/3448) coordinato dalla Libera Università dell’autobiografia e finanziato dall’Unione Europea nell’ambito della linea DAPHNE, mira nei due anni della sua articolazione (2013-2014) all’integrazione di interventi svolti con la metodologia autobiografica nell’ambito della presa in carico della donna che ha subito violenza. La competenza autobiografica si riferisce alla capacità di raccontare la propria vita ed episodi di essa, principalmente per iscritto. Questa dovrebbe essere considerata un’abilità – ma anche un diritto – che spesso subisce una lesione severa in forza dell’abuso e della violenza domestica e di genere. Utilizzando la Metodologia Autobiografica, le persone, anche quelle con una minima competenza linguistica, imparano a costruire per iscritto la propria storia di vita e i suoi eventi ed episodi.
Promuovere la scrittura autobiografica tra le donne che hanno subito violenza ha la finalità di fornire uno strumento per la costruzione di un nuovo progetto esistenziale, ma anche un modo per fronteggiare lo stress emotivo. Formare le operatrici dei centri antiviolenza e dei servizi di supporto ha lo scopo di promuovere competenze narrativo-autobiografiche da integrare nell’approccio e nella relazione di aiuto. Attraverso questo processo, le donne possono trovare un modo per riflettere e re-interpretare le situazioni vissute, facilitando un processo di trasformazione personale e di empowerment, prevenendo anche la vittimizzazione  secondaria e la recidiva.

La metodologia autobiografica come strumento socio-educativo
Il termine «autobiografia» deriva dal Greco antico e vuol dire «scrivere la propria vita». Si riferisce ad una vasta gamma di attività che hanno la vita vissuta come argomento e che usano la scrittura come mezzo espressivo. Oltre ad essere un’attività spontanea, la scrittura autobiografica può far parte di diversi processi intenzionali di auto-trasformazione. Ad esempio è utilizzata nell’educazione degli adulti (nei percorsi di orientamento professionale, nell’alfabetizzazione  e nei corsi di lingua per adulti), nelle scienze sociali (a scopo di ricerca, ma anche per supportare interventi politico-sociali), nel campo sanitario, anche nello specifico della salute mentale.
La scrittura autobiografica è un tipo di attività dove il/la narratore/trice e il/la protagonista coincidono. Sono presi in considerazione gli eventi del passato, ma anche quelli del presente e del futuro. L’autobiografia è considerata così un approccio di auto-cura, dove l’importanza è attribuita al processo del ricordare e del generare riflessioni, prendere in considerazioni nuove idee e ripensare la propria identità.
La scrittura di sé diventa un modo di ricordare e di registrare la propria storia personale, i propri pensieri e emozioni, seguendo uno dei tanti possibili fili conduttori. Attraverso la scrittura autobiografica si possono attribuire nuovi significati alle proprie esperienze e in questo modo capirle e vederle sotto una nuova prospettiva. Da un punto di vista auto-formativo, ogni uomo e donna cresce in consapevolezza in relazione alla sua abilità di ripensare il passato e di usare ciò come risorsa per l’autoapprendimento. Dando nuovi significati alle passate esperienze può aiutare a capirle, a vivere il presente e a immaginare il futuro.
Si intende con “pratica autobiografica” l’attivazione di un percorso educativo che, tramite la scrittura del proprio vissuto, mette in grado la persona di scoprire cose che prima non era completamente visibili e di ri-significare eventi dalla storia della propria vita. Essa si realizza quando la persona scrive testi riguardanti le esperienze personali usando principalmente quella che viene chiamata “memoria episodica” (riferita a eventi reali e concreti), seguita da attività di lettura e di riflessione.
Generalmente, nel contesto educativo autobiografico, il/la facilitatore/trice progetta un percorso in cui fornisce alcune sollecitazioni alla scrittura specifiche. Il contesto potrebbe essere una consulenza individuale o di gruppo; un singolo incontro o un percorso a lungo termine. La facilitazione autobiografica si prende cura del comfort  di chi partecipa, assicurando un ascolto attivo, il riscontro di quanto emerso e presidiando la qualità delle interazioni.

Finalità generali del progetto Scrivere oltre il silenzio

Lo scopo principale è quello di contribuire a dare mezzi di empowerment per le donne che hanno subito violenza, fornendo modelli e tecniche di intervento autobiografico alle operatrici di supporto, per facilitare l’espressione di sé, la rielaborazione dell’esperienza personale e la trasformazione.

In particolare, il progetto persegue questi obiettivi:

  • Definire un modello di intervento formativo-educativo da utilizzare con le operatrici dei servizi di supporto basato sull’approccio autobiografico, in un percorso co-costruito con tutte le parti interessate nell’ambito dei servizi, dal personale dei servizi alle responsabili dei centri, ai decisori politici ed istituzionali. 
  • Creare un modello di buona pratica nell’utilizzo della metodologia autobiografica, da diffondere nei network delle associazioni che si occupano di prevenzione e contrasto alla violenza e di supporto alle vittime.
  • Rendere le operatrici coinvolte nel progetto, competenti e abili nell’utilizzo del metodo autobiografico e nell’integrazione di esso nelle attività professionali. 
  • Proporre alle operatrici una metodologia per una pratica professionale riflessiva, per la supervisione e per la cura di sé.
  • Raccogliere informazioni e dati riferiti all’impatto di questa metodologia sul benessere delle donne.
  • Diffondere la pratica autobiografica all’interno dei servizi di supporto alle donne che hanno subito violenza.
  • Rendere informati i soggetti interessati e il pubblico, sollecitando anche il coinvolgimento della parte maschile nell’impegno contro la violenza sulle donne.

L’articolazione del progetto

Il progetto educativo rivolto alle operatrici si articola in due anni, in due dimensioni principali: la prima formativa e la seconda applicativa. In base ad alcuni requisiti fissati dal gruppo di lavoro, ciascun associazione partner ha selezionato e coinvolto 10 operatrici, che ha avviato al percorso di formazione elaborato dalla Libera Università dell’Autobiografia.

La formazione delle operatrici
La formazione è divisa in tre fasi. La prima fase si svolge ad Anghiari (Arezzo), presso la sede della Libera Università dell’Autobiografia,  dal 1 al 3 luglio 2013 e riunisce per tre giorni tutte le operatrici dai tre paesi partner del progetto, Italia, Grecia e Portogallo. Sono proposti momenti di plenaria e di lavoro in piccolo gruppo, approcci teorici frontali e momenti esperienziali; si affronteranno temi di ordine generale e personale; lezioni, spazi seminariali e laboratori animeranno il percorso rendendolo molto coinvolgente. Saranno favoriti gli apprendimenti esperienziali e pratici, con esercizi di scrittura in piccolo gruppo (omogenei per lingua), seguiti da formatori/trici esperti nel metodo. Le operatrici e le tutor/responsabili dell’associazione/partner seguono lo stesso percorso educativo, mirando a obiettivi di apprendimento diversi. Alcune fasi saranno facilitate con l’uso di interpreti e la divisione in piccoli gruppi omogenei per lingua aiuta a superare le difficoltà linguistiche. Ciascuna partecipante riceve una sorta di kit contenente materiale didattico ed operativo, che sarà essere utilizzato negli interventi con le donne e successivamente integrato da altro materiale disponibile nel sito appositamente creato (http://writingbeyond.eu).

La seconda fase è il cosiddetto “Apprendimento sul campo” e si articola nei tre mesi successivi alla formazione residenziale ad Anghiari. Le operatrici, di ritorno nel proprio contesto e nei propri servizi di appartenenza, sperimentano i modelli e le tecniche apprese: sceglieranno le donne a cui proporre l’attività autobiografica e cercheranno di attivare alcuni interventi; compileranno un diario professionale riflessivo e daranno nota degli esiti, dei problemi e dei conseguimenti alle loro coordinatrici, le responsabili delle associazioni partner che avranno seguito la formazione come tutor. Esse seguiranno il processo, raccoglieranno le informazioni e tutte le questioni da rivolgere in  sede di supervisione autobiografica, effettuata a distanza dagli/lle esperti/e della Libera Università dell’Autobiografia.

La terza e ultima fase del percorso formativo si terrà in ciascun paese partecipante: gli/le esperti/e della Libera Università dell’Autobiografia realizzano un laboratorio per paese, durante il quale tutte le questioni e i problemi incontrati durante l’”Apprendimento sul campo” sono considerate e trattate, al fine di realizzare un apprendimento il più possibile specifico e contestualizzato, tramite riscontri che scenderanno nel dettaglio delle esperienze concrete vissute dalle operatrici durante i loro interventi.

L’applicazione delle competenze apprese

Dopo il percorso di formazione, le operatrici potranno usare le competenze apprese nei loro specifici contesti durante la fase di implementazione, che si prevede si realizzerà nel primo semestre del 2014. Durante questo periodo, sono previsti almeno 2 casi al mese per operatrice, trattati con il metodo autobiografico. Ciascun partner garantirà il supporto e l’assistenza durante il processo tramite i/le tutor e i/le coordinatori/trici ; monitorerà e aiuterà le operatrici e supporterà nelle questioni non metodologiche. Gli/le esperti/e della Libera Università dell’Autobiografia continueranno a seguire con una supervisione a distanza le questioni metodologiche e operative strettamente riguardanti il metodo autobiografico. Il sito http://writingbeyond.eu sarà il supporto per lo scambio di esperienze, per l’approfondimento, e per la conservazione del materiale elaborato.

Maschile Plurale

"Raffina i sentimenti, trasgredisci i rituali"

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