Taggato: relazioni

IQDV #45 – Senza più perdere il filo

Questo attacco alla soggettività avviene fin dai primi anni di vita, ed è un tratto caratteristico della civiltà occidentale, la quale spesso si presenta (o viene considerata) come estremamente individualista, mentre al contrario persegue, tramite vari strumenti coercitivi (tra cui per esempio il sistema scolastico, gli stereotipi di genere, il bombardamento informativo-pubblicitario, eccetera…), l’omologazione e il progressivo spegnimento di ogni soggettività

Re-living: tessiture tra donne e uomini

Alcuni giorni fa abbiamo partecipato come Rete Maschile Plurale ad una puntata del ciclo di incontri intitolato “Re-living. Percorsi integrati a favore della parità di genere” e organizzato a Schio (Vi) dalla cooperativa Samarcanda. Qui di seguito una breve presentazione del progetto e un articolo di Alberto Leiss sull’incontro in cui siamo stati ospitati

IQDV #44 – Presentare Maschile Plurale partendo da sé

Lavoro in relazione: pratica quotidiana di vita, luogo di trascendenza che rompe la asfissia del pensiero autoreferenziale. Significa che è la pratica relazionale a costituire la mappa in cui si svela e rivela traccia il sentiero. Luogo reale, in cui le persone  quelle che mi sono vicine, con le quali “mi gioco”, sono quel che sono, non costrette ad essere come “io” vorrei che fossero!

MANTOVA 29/10/2017 – VERSO UN NUOVO LINGUAGGIO D’AMORE

Di un NUOVO LINGUAGGIO D’AMORE parleremo domenica 29 ottobre alle ore 17.00 presso ARCI SALARDI via Vittorino da Feltre 81, Mantova, con Martina Torelli “Ciudad Juarez”, Marzia  Benazzi  e Fiorenza Brioni “Arte di amare” di Dacia Maraini e Mario Gritti, Franco Galletto e Giacomo Mambriani di MASCHILE-PLURALE di Verona. Installazioni di  Loredana Pasini. Seguirà  cena di autofinanziamento  per i Bimbi e la Casa delle Donne di Kobane      

Disapprendimento e pensiero creativo

“La decrescita non è una soluzione o una facile ricetta, ma è piuttosto un orientamento di fondo e un orizzonte di ricerca e sperimentazione… – scrive Marco Deriu – Da un punto di vista sociale ed educativo dovremmo concentrare i nostri sforzi su due aspetti, il disapprendimento, cioè il lavoro riflessivo di decostruzione e destrutturazione, e il pensiero creativo capace non solo di scarti e invenzioni ma anche di nuove sintesi…”