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Maschi in crisi? Oltre la frustrazione e il rancore

Il libro vuole proporre un’altra strada in grado di interpretare la mutata esperienza maschile. Oltre il disagio, la frustrazione e il disorientamento, l’autore vuole contribuire a riconoscere le opportunità che si aprono per le vite concrete degli uomini e le loro prospettive esistenziali, oltre la retorica sul rischio di smarrimento della virilità maschile.

Cavaion Veronese (Vr) 24/11/2019 – #rispettiAMOci!

La violenza contro le donne ci riguarda: prendiamo la parola come uomini. I dati sono allarmanti anche nei paesi “evoluti” dell’Occidente democratico. Violenze che vanno dalle forme più barbare dell’omicidio e dello stupro, delle percosse, alla costrizione e alla negazione della libertà negli ambiti familiari, sino alle manifestazioni di disprezzo del corpo femminile.

Riconoscermi parziale mi apre alla vita. Intervista ad Alessio Miceli

«Quando si parla di genere viene subito da pensare che ci si riferisca a questioni che interessano le donne, e si pensa meno che anche noi uomini siamo “genere”, quindi parzialità». Incontriamo Alessio Miceli presso il Centro Ikeda per la pace di Milano dopo aver ascoltato il suo punto di vista in occasione della giornata “Il sole dei diritti umani”. Una voce maschile sull’essere uomini e donne nel mondo

Nasce la nuova associazione Maschile Plurale

La nuova associazione (di promozione sociale) è nata per poter partecipare in modo più efficace e trasparente alle diverse iniziative in cui i partecipanti alla vita di Maschile Plurale sono coinvolti. Raccoglie l’esperienza della vecchia associazione, nata nel 2007 da gruppi e singoli uomini che avevano dato vita negli anni precedenti a riflessioni e pratiche di messa in discussione dei modelli violenti e misogini della cultura patriarcale.

Oggi sono in piazza come te contro la violenza maschile. Domani?

Non è una cosa scontata manifestare insieme alle donne contro la violenza maschile: da una parte c’è il rischio di indossare i panni dell’uomo buono, che condanna i malvagi considerandosi estraneo al problema; dall’altra c’è il rischio opposto, cioè di sentirsi colpevole per il solo fatto di appartenere al genere maschile. Facile quindi sentirsi schiacciati, e avere la tentazione di rinunciare.

Lettera aperta per la Casa Internazionale delle Donne

Consideriamo incomprensibile e inaccettabile la posizione assunta fino a oggi dall’Amministrazione comunale di Roma, che sembra incapace di riconoscere l’evidente realtà che la Casa – come ha detto Dacia Maraini – “ha prodotto cultura e ha prodotto servizi. A titolo completamente gratuito. E questo è il patrimonio. Qualsiasi città civile ne terrebbe conto e ci investirebbe”.