Gen 2011 “Il cine berluscone”, di M.Giusti

Il cine berluscone
Marco Giusti – il manifesto 20 gennaio 2011

Il bunga bunga sono io!», «Io sono il suo culo», «Provo per quest’uomo un amore vero». Anche se tutti noi, come ha dichiarato la stessa Ruby a Kalispera!, avremmo voluto una vita parallela, dove però non sentir parlare almeno per il un giorno di bunga bunga e delle scopate di Berlusconi, va detto che erada anni chenonci divertivamo così tanto a seguire tutte le storie legate al Rubygate al bunga bunga connection. Intercettazioni, dichiarazioni,mezze interviste, perfino la ricerca della fidanzata (e tutte: «Sono io! Sono io!»). 

La geniale trascrizione della rubrica telefonica della brasiliana Michelle Conceiçao, l’amica di Ruby («Papi Silvio Berluscone », «Rubby Troia», «Sandro Frisullo Pulitico», «Joao Paulo Autista Berluscone», «Amigo Rai»). La commovente difesa a oltranza di Sabina Began, supporter e possibile compagna («Compagna? Dipende da cosa si intende per compagna. Posso essere per lui qualsiasi cosa!»), della quale ricordiamo il grande esordio cinematografico in coppia con Antonella Troise in Chiavi in mano. E le pellicce, gli occhiali, le borse, gli occhiali firmatissimi delle ragazze che escono da via Olgettina? E le scarpe basse, quasi ciavatte, della Boccassini immortalate sul Corriere?

Per non parlare poi delle canzoncine su You Tube, il Waka Bunga, il Ruby Baby, di Marco Travaglio che fa 154.000 contatti parlando per ben 51 minuti di Ruby, della puntata di Ballarò di martedì sera che con il 21 per cento ha sbaragliato Amici di Maria De Filippi e ha lasciato Vespa con Avetrana (ormai chi se la fila più…) al 13 per cento e Serena Dandini con l’ultimo libro di Pier Luigi Celli (boh?) all’11 per cento. Aggiungiamoci l’apparizione di Ruby da Signorini ieri sera in versione quasi virginale, «Mai fatto l’amore con il premier!», ma anche con la storia vespiana della povera bambina violentata a nove anni dai due zii paterni (per fortuna che solo sei anni dopo era in salvo a Arcore con Fede e Lele Mora). E stasera viene tutto ripassato in padella da Santoro e Travaglio, mentre geni come Signorini, Sallusti, Santanché, Ghedini studieranno chissà quali mosse mediatiche. 

È il trionfo della commedia all’italiana, a livelli di cinismo e di immoralità che né Risi né Monicelli si sarebbero mai sognati. E a livelli di comicità che nessun Checco Zalone e nessun Cetto La Qualunque possono eguagliare. E non si capisce perché il nostro pubblico vada al cinema a ridere di un’Italia che non esiste (ma quale «bella giornata» abbiamo avuto in questi ultimi anni?), quando quella della realtà è molto più comica e grottesca. Della realtà poi… diciamo di una realtà costruita tra giornali, internet e televisione. 

Se Berlusconi ci ha abituato da anni a una politica da reality, dove ogni giorno c’è una prova da affrontare e un cocco che ti casca in testa, il Rubygate, come già in parte fu il caso D’Addario e ancor di più il caso Tulliani-Fini, va oltre, giocando tutte le carte dei media. Non a caso tutto si apre con una dichiarazione di guerra politica ai comunisti in cachemire a Saint-Moritz (e scarpe da 29 euro…) proprio di un Berlusconi telefonante a Kalispera! di fronte al suo principale spindoctor, cioè Signorini. Il vecchio trucco della voce di Dio già provato in tanti programmi dell’opposizione. È proprio a Kalispera!, tra un balletto con Belen, uno con Emanuele Filiberto, un’apparizione inutile di Orietta Berti, una pisciata del cane del conduttore, che viene trascinato da Italo Bocchino col cappello da cuoco per tentare una pacificazione coi finiani («Eddai, fate una bella maggioranza solida e non se parli più!»). Non funziona tanto, perché a Ballarò due giorni fa, con il Rubygate già nel suo massimo apice, Bocchino rimaneva il più vispo della compagnia a prendere per il culo Berlusconi con la geniale battuta sulla generosità del premier («mai per anziane senza tette»). È proprio dopo aver visto il disastro della sua squadra a Ballarò, con un ministro Alfano senza parole e l’apparizione dell’incredibile onorevole Bernini, vestita e truccatissima come una qualsiasi Nicole Minetti, che Berlusconi ha cercato inutilmente di prendere la parola con la solita telefonata furbacchiona (Floris lo ha rimandato alla puntata dedicata all’Aquila, dove non interverrà mai).

La vera risposta politica Berlusconi e Signorini l’hanno giocata con Kalispera!, che riunisce tutto il Berlusconi-pensiero, dalla tv gaia anni Ottanta al Costanzo Show, gettando in campo lì la povera Ruby, già un misto di puttana santa e di Belen marocchina pronta per Tim, Wind, Tre e qualsiasi altra telepromozione. Ma sanno che guerra riprenderà stasera con Santoro e Travaglio pronti al massacro. L’unico sollievo per Berlusconi, forse, arriverà con Sanremo, che farà scordare agli italiani per un po’ le serate del Bunga Bunga. Mamancano ancora parecchi giorni.

Maschile Plurale

"Raffina i sentimenti, trasgredisci i rituali"

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