Taggato: patriarcato

LA POLITICA COME ESPERIENZA TRAGICA DELL’OSCENO

Io vorrei usare la parola ‘osceno’, che mi sembra più forte, perché è una dimensione legata immediatamente al corpo; a ciò che, in un corpo, deve star fuori dalla scena sociale, dagli schemi corporei imposti e accettati. L’omosessualità è stata a lungo, ed è ancora, l’osceno per eccellenza (tranne, parzialmente, in alcuni paesi, dove è stata accettata in termini di parità istituzionale, che è un modo per annullarne la carica contestativa dell’eterosessualità dominante)

PARMA 5-6/11/2015 Rigenerare il futuro. Oltre la crescita, oltre il patriarcato

PARMA 5-6/11/2015 Rigenerare il futuro. Oltre la crescita, oltre il patriarcato

Parma 5-6 novembre 2015 RIGENERARE IL FUTURO. OLTRE LA CRESCITA OLTRE IL PATRIARCATO. Seminario di studi sui movimenti sociali per...

La fine del patriarcato: i nuovi uomini

La fine del patriarcato: i nuovi uomini

(articolo ripreso da http://www.pressenza.com/it/2015/10/la-fine-del-patriarcato-i-nuovi-uomini/) 05.10.2015 – Barcellona – Antonia Utrera Quest’articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Francese, Greco Il 21 ottobre...

Giu 2008 “Adesione al Pride nazionale Bologna” di Mp

Giu 2008 “Adesione al Pride nazionale Bologna” di Mp

Giu 2008 “Per una maschilità de-generante!”
L’adesione di Maschile Plurale pal Pride nazionale Bologna” 

“Per una maschilità de-generante!” 
Da anni ci interroghiamo in quanto uomini sui modi con cui si determina la violenza maschile contro le donne. Dall’ottobre del 2006, dopo aver promosso un appello pubblico contro la violenza alle donne, a cui hanno aderito centinaia di uomini di tutta Italia, abbiamo dato vita ad una rete nazionale di uomini impegnati su questo tema. Di questa rete fanno parte maschi di diverso orientamento sessuale. 

Giu 1993 “Turisti per caso” di R.Sebastiani e C.Vedovati

Giu 1993 “Turisti per caso” di R.Sebastiani e C.Vedovati

Giu 1993 “Turisti per caso.  Viaggio difficile intorno alla differenza maschile”
di Renato Sebastiani e Claudio Vedovati *
pubblicato in Democrazia e Diritto n.2 1993 

«Vé, te porte mé, / vòi fatel veder / ‘l om che volares. / Fin ros el me devé / ma el strapeghe / daanti al prim specc. / Che pora che ghe vé / e mé, con l’oter là / ze dre a rider»[1] (Franca Grisoni).

‘l om che volares: l’uomo che vorrei, il desiderio di una donna. Ma qual è invece l’uomo che noi, uomini, vogliamo? Siamo capaci di metterci spontaneamente davanti ad uno specchio, senza esservi «strascinati», superando la paura del guardarvi dentro, trovando un’identificazione? Queste le domande che come uomini non possiamo eludere per cominciare ad affrontare il difficile viaggio intorno alla nostra identità sessuata. Segnati dallo scarto tra desiderio e condizione reale, non è stato facile capirlo.

Scopo di questo scritto è descrivere i passaggi di un tentativo fatto in questa direzione. Una esplorazione sulla propria condizione di individui sessuati svolta da un gruppo di ragazzi romani a partire dalla seconda metà del decennio trascorso, iniziata con lunghe chiacchierate private davanti ad una tazza di tè, proseguita poi in riunioni di gruppo, discussioni in luoghi pubblici (assemblee del movimento della pace, sezioni del Pci, feste dell’Unità), e incontri con collettivi di donne.