Stupri in Italia. Quando il razzismo nasconde le domande più inquietanti

di Marco Trotta

Ripreso da La Bottega del Barbieri

A sinistra i numeri di stupri e violenze contro le donne e a destra i titoli dei giornali di oggi.
Nel 66% dei casi la violenza è domestica, subita da partner o persone conosciute (Due casi su tre). Gli stupri sono in calo ma di un trascurabili 0,5% rispetto all’anno scorso. Secondo l’Istat il 21% delle donne italiane — 1 su 5, pari a 4,5 milioni — è stata costretta a compiere atti sessuali e 1 milione e mezzo ha subito la violenza più grave: 653mila donne vittime di stupro, 746mila di tentato stupro.

Però per un pezzo del paese che soffia sul fuoco dello scontro di cività e della guerra tra poveri il problema sono sbarchi, stranieri, ecc. Ecco perché, nonostante ci siano 11 stupri al giorno denunciati, ogni giorno, se ne parla con tanta veemenza in queste settimane. Ottenendo, o cercando di ottenere, nell’immediato due vantaggi.

  1. Consenso elettorale, vendite di giornali spazzatura e click (e soldi della pubblicità online) su “fake news” online dai titoli roboanti.
  2. Evitare di interrogarsi sulla questione che da sempre pongono tutti i movimenti che portano avanti temi di genere: chi stupra è maschio,soprattutto marito, fratello, amico, conoscente, prima che appartenente a questa o quella etnia

Maschile Plurale

"Raffina i sentimenti, trasgredisci i rituali"

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