La liberazione più difficile…

…Quella maschile 

Pubblichiamo un articolo di Lorenzo Di Santo apparso sul quotidiano "Il Centro" di Pescara, dove Di Santo ha organizzato un dibattito su potere e sessualità al quale hanno partecipato Lidia Menapace, Gennaro Migliore e Alberto Leiss

 

Su il "Centro" di qualche giorno fa un giornalista, maschio, chiedeva alle donne del perché del loro silenzio sull’ultima serie di violenze, stupri ed omicidi, da parte di uomini sulle donne…

A parte che non é affatto vero che le donne sono state zitte…

Su il "Centro" di qualche giorno fa un giornalista, maschio, chiedeva alle donne del perché del loro silenzio sull’ultima serie di violenze, stupri ed omicidi, da parte di uomini sulle donne. Le cronache di questi ultimi tempi ci segnalano un’intollerabile incremento della violenza patriarcale contro le donne. Una violenza, sono i dati che parlano, che davvero non ha confini: né di nazionalità e “colore”, né di status e classe. A parte che non é affatto vero che le donne sono state zitte, ricordo gli ultimi interventi su questo stesso giornale dell’assessora della provincia de L’Aquila e della consigliera regionale dell’Unione con una serie di proposte concrete, ma anche sulla stampa nazionale le donne sono intervenute, il punto è un altro. La violenza contro le donne è una questione che riguarda prima di tutto gli uomini. Le donne la loro parola l’hanno presa, la prendono tutti i giorni, ovunque sono, con la ricerca di senso e relazione nelle cose che fanno: nel lavoro, nella pratica di buon vicinato, nel volontariato, nella cura della casa e dell’altro/a, nell’amicizia come nel cibo, nella cultura e nello studio (dove eccellono più degli uomini), nelle lettere e nelle arti, nel confronto e nella vita quotidiana, ed anche nell’amore. Il loro percorso di liberazione l’hanno intrapreso e lo portano avanti. Il problema è la “liberazione maschile” che si pone come la sfida più radicale non solo per la democrazia ma per la libertà ed il futuro del genere umano e per la nostra capacità di non autodistruggerci. La vicenda di Hina, la ragazza pakistana sgozzata dal padre che non sopportava la sua scelta di libertà, ne è l’esempio più evidente. Ancora una volta l’antica volontà di controllo e dominio maschile, una storia di uomini che si contendono la supremazia della propria cultura e religione, ancora una volta una donna che con coraggio esprime i propri desideri, sceglie la propria liberta e la paga con al vita. Per me, padre di un bambino di cinque anni e mezzo, che mi commuovo allo spuntare dei primi dentini fissi e che darei la mia vita per lui, è inimmaginabile come un padre possa uccidere la propria figlia. Eppure accade. Come può l’adesione ad un sistema di valori culturali e religiosi essere superiore all’amore di un padre per il/la proprio/a figlio/a? E sul fronte della sessualità stiamo messi anche peggio! In una violenza sessuale contro una donna, in uno stupro, cioè in una penetrazione senza assenso, un uomo collutta con una donna che lo respinge con graffi, calci, pugni, grida, l’uomo nel frattempo si eccita, ha un’erezione, prova piacere. Come si può provare godimento sessuale con un essere che ti respinge, quando stai usando ed anche subendo violenza? Il piacere sessuale dovrebbe esserci nell’armonia, nella relazione con l’altra/o. C’è da reinventare la sessualità maschile. Occorre che noi uomini si cominci a discutere della nostra sessualità, fuori dagli schemi dei bassi istinti da soddisfare con violenza o denaro, dalle logiche da caserma o da bar, che poi sono più di falsa autorappresentazione che reali. Occorre che tutti ed anche tutte ci si interroghi su come si forma la sessualità maschile. Per mio figlio, io e la madre, cerchiamo di essere figure di riferimento solide nella sua crescita, proviamo a trasmettergli regole condivisibili e meno tabù sessuali possibili e a dargli amore e tenerezza affinché affronti con serenità le paure che la vita gli riserva. Alla festa di Liberazione recentemente tenuta a Pescara nel dibattito “Nel cuore della politica: potere, genere e violenza”, di fronte a quasi duecento attente persone, uomini e donne in eguale misura, si è parlato anche di questi argomenti, segno che c’è attenzione verso questi temi. Occorre proseguire il confronto ed il dialogo, ma a partire da noi uomini. Pescara, 6 settembre 2006 Lorenzo Di Santo Segretario Circolo “Gramsci” Rifondazione Comunista Pescara

Maschile Plurale

"Raffina i sentimenti, trasgredisci i rituali"

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