Categoria: UOMINI IN CAMMINO – PINEROLO

Il Gruppo Uomini (GU) di Pinerolo (To) è nato nel mese di maggio del 1993, soprattutto per rispondere “eccoci!” alle sollecitazioni del femminismo, che le nostre donne da decenni ci rappresentano quotidianamente. E’ nato all’interno della Comunità cristiana di base di Pinerolo, dall’incontro di tre filoni di motivazioni: interrompere il silenzio di fronte al maschilismo imperante nella chiesa; riscoprire, con Gesù, un modello di relazioni con le donne fatto di reciprocità e di accoglienza; avviare un cammino, individuale e collettivo, di autocoscienza e di cambiamento, da parte maschile, del nostro modo di stare al mondo.
(vai al sito di “Uomini in cammino”)

Gen 2009 “Un anno in Cammino: il percorso degli UIC nel 2008” di B.Pavan

Gen 2009 “Un anno in Cammino: il percorso degli UIC nel 2008” di B.Pavan

Gen 2009 Prevenire la violenza contro le donne
Un anno in Cammino: il percorso del Gruppo nel 2008” 
di Beppe Pavan

Nel nostro piccolo, come Gruppo Uomini in Cammino di Pinerolo, abbiamo cominciato ad interrogarci e quest’estate abbiamo avviato un’iniziativa nei confronti dell’ASL, che ha per legge il compito di dedicarsi alla PREVENZIONE, oltre che alla CURA e alla RIABILITAZIONE.

Ott 2006 “Il Gruppo Uomini di Pinerolo si presenta” di B.Pavan

Ott 2006 “Il Gruppo Uomini di Pinerolo si presenta” di B.Pavan

Ott 2006 “Il Gruppo Uomini di Pinerolo si presenta”
di Beppe Pavan

Il Gruppo Uomini di Pinerolo è nato nel mese di maggio del 1993, per avviare un cammino, individuale e collettivo, di autocoscienza e di cambiamento, da parte maschile, del nostro modo di stare al mondo.
Patriarcato significa dominio del genere maschile non solo sulle donne e su bambini e bambine, ma anche sul resto del creato: animali, ambiente, risorse, paesaggio… Patriarcato significa centralità del maschile e dell’ordine simbolico del padre, alla cui legge tutto il resto si deve conformare e adeguare, con le buone o con le cattive.

Gen 2003 “Non ne possiamo più della violenza” del Gruppo Uomini di Pinerolo

Gen 2003 “Non ne possiamo più della violenza” del Gruppo Uomini di Pinerolo

Gen 2003 “Non ne possiamo più della violenza”
del Gruppo Uomini di Pinerolo
[alla vigilia della seconda guerra del Golfo n.d.r.]

Le cronache quotidiane dei mass media ne sono piene, anche se ci offrono solo i casi più eclatanti.
Ma non ne possiamo più che così tanti uomini continuino a violentare, stuprare, uccidere donne, bambine e bambini e altri uomini.
Questi uomini, che alimentano i conflitti interpersonali e la guerra tra i sessi con la presunzione e l’incapacità al dialogo, pianificando poi e realizzando anche stragi familiari come unica soluzione possibile, interpretano, a nostro avviso, la stessa logica che muove i gerarchi del mondo a creare, prima, le situazioni di conflitto e ad affrontarle, poi, con la violenza della loro prepotenza. 
E’ così evidente la pretestuosità delle loro motivazioni che, a volte, lo scoraggiamento, l’impotenza, il dolore, ci sopraffanno e ci ammutoliscono.
Eppure come loro continuano imperterriti a perseguire strategie di morte, così noi dobbiamo resistere, sottrarre il nostro consenso e far crescere il dissenso verso queste modalità di vivere le relazioni politiche all’interno dei singoli Stati e a livello internazionale.
E’ la strategia propria della cultura patriarcale, che da alcuni millenni si impone con la paura e il dominio, con il dolore e la minaccia del dolore.

Mar 1999 “Breve cronistoria dei primi 5 anni” del Gruppo Uomini di Pinerolo

Mar 1999 “Breve cronistoria dei primi 5 anni” del Gruppo Uomini di Pinerolo

Mar 1999 “Breve cronistoria dei primi 5 anni di vita”
del Gruppo Uomini di Pinerolo

Il Gruppo Uomini (GU) nasce nel mese di aprile del ’93, dall’incontro di tre ‘filoni di motivazioni” all’interno della Comunita’ cristiana di Base (CdB) di Pinerolo:

1 – anche per cogliere l’invito alla conversione che ci viene dalle donne, non possiamo più tacere di fronte al maschilismo imperante nella chiesa (aborto, stupro, sessualità…); è un terreno ecumenico dove possiamo creare ponti e contatti;
2 – il modello di donna a cui siamo abituati è pensato dai e funzionale ai maschi: dobbiamo riscoprire il modello-Gesù, il suo modo di rapportarsi con le donne;
3 – li genere maschile è responsabile della violenza-oppressione verso le donne: è ora che l’autocoscienza individuale diventi collettiva, perchè la colpa-responsabilità è collettiva.

Abbiamo scelto da subito una sede “laica” (quella dell’ARCI), per evitare possibili steccati, e una cadenza (mensile) compatibile con tutti gli altri impegni.